Le obbligazioni sono titoli di credito che assegnano al detentore il diritto di vedersi rimborsato alla scadenza il 100% del capitale nominale indicato sul titolo e di godere periodicamente dello stacco della cedola, che altro non è che un tasso legato al capitale nominale. A differenza delle azioni, quindi, le obbligazioni o bond sono investimenti più sicuri, perché il risparmiatore ha diritto a riscuotere il dovuto, indipendentemente dai risultati aziendali del soggetto emittente, se si tratta di una società privata o una banca.

Questo, in verità, vale in teoria. Nella sostanza, infatti, anche le obbligazioni presentano un rischio, legato alla capacità dell’emittente di onorare le scadenze. Nel caso di uno Stato, si parla anche di rischio sovrano. Per questo, le obbligazioni, che per chi le emette sono debito, sono classificate dalle agenzie internazionali in base al loro grado di rischio. Le più sicure offrono un rendimento sostanzialmente basso, quelle meno sicure un rendimento sempre più alto.

Non tutte le obbligazioni sono, però, uguali da un punto di vista normativo. Ciò è bene saperlo con riferimento esplicito ai bond emessi dalle banche, che si distinguono essenzialmente in senior e subordinate.

Le obbligazioni senior sono titoli di credito che assegnano al detentore il diritto a vedersi rimborsato per primo, nel caso di liquidazione o fallimento della banca. Attenzione, ciò non implica che si sarà rimborsati integralmente o che si abbia effettivamente il diritto ad essere rimborsati per primi, come spiegheremo più avanti.

Nel caso di liquidazione o fallimento dell’istituto, infatti, le procedure impongono che gli asset o attivi bancari siano distribuiti tra i creditori, sulla base di un ordine fissato dalle norme, in proporzione ai crediti da questi vantati. Se gli attivi risultassero insufficienti a coprire il rimborso integrale, gli obbligazionisti senior avrebbero diritto solo a un saldo parziale. Tali avvenimenti non si sono fortunatamente verificati in Italia di recente, ma all’estero in varie occasioni.

In realtà, tra le stesse obbligazioni senior esistono diverse tipologie di titoli. I covered bond sono obbligazioni coperte da una specifica parte del patrimonio della banca e, pertanto, risultano più sicuri degli unsecured, che non risultano coperti nello specifico da alcuna classe di asset.

Abbiamo detto che le obbligazioni senior dovrebbero prevedere il rimborso per primi dei titolari, nel caso di fallimento o liquidazione della banca. Negli ultimi mesi, la situazione è diventata un più complessa in Italia, in conseguenza del recepimento da parte della nostra legislazione della direttiva comunitaria sui salvataggi bancari, nota anche con il termine di bail in. Questa espressione sintetizza l’intenzione del legislatore europeo di evitare che in futuro, le banche europee siano salvate con i soldi del contribuente, com’è avvenuto fino ad oggi, specie dal 2008 in poi, in seguito allo scoppio della crisi finanziaria globale.

Per questo, ha previsto un meccanismo complesso, che fissa alcune azioni prioritarie obbligatorie, che la banca in difficoltà deve compiere, prima di chiedere aiuto allo stato in cui ha sede e successivamente all’Europa, che si è dotata di un fondo temporaneamente suddiviso in compartimenti nazionali. Nel limite dell’8% degli attivi, l’istituto deve coprire le perdite, addossandole agli azionisti. Se il loro contributo si rivelerà insufficiente, si passerà a gravare anche gli obbligazionisti subordinati, successivamente ancora quelli senior e, infine, i depositi superiori ai 100000 euro.

Esclusi dalla nuova disciplina, quindi, sono i depositi fino a 100000 euro, le obbligazioni garantite, le passività interbancarie diverse dalle operazioni infra-gruppo di durata inferiore ai 7 giorni, i titoli finanziari e i prodotti di investimento detenuti in custodia dalle banche, i debiti verso i dipendenti, i debiti commerciali e quelli fiscali, purché privilegiati dalla normativa fallimentare.

Ne consegue che le obbligazioni senior, qualora non specificamente coperte da asset bancari, rientrano tra i casi oggetto del bail in, per cui non solo non assegnano un diritto di rimborso anticipato rispetto agli altri creditori, ma sono diventati nel concreto titoli subordinati rispetto alle categorie di creditori escluse dal bail in e sopra indicate.

La stessa Banca d’Italia e i manager bancari stanno chiedendo, pertanto, al Parlamento di intervenire per correggere la disciplina per la parte riguardante le obbligazioni senior emesse prima della sua entrata in vigore e per il periodo di transizione fino alla fine del 2018, in modo da conservare i diritti degli investitori, che in buona fede e confidando nella legislazione vigente, hanno a oggi acquistato bond senior, convinti che li avrebbero posti al riparo da alcuni rischi, accettando in compenso un rendimento più basso dei titoli più pericolosi.

In sostanza, si rischia la beffa, oltre al danno. Gli obbligazionisti senior hanno accettato bassi rendimenti, in cambio di un rischio altrettanto basso, ma che è stato innalzato tecnicamente dal cambio di legislazione. Resta vero, però, che a differenza delle obbligazioni subordinate, quelle senior non ammettono né la cancellazione, né il rinvio del pagamento di una cedola, in quanto tale ipotesi sarebbe considerata un default.