Le obbligazioni sono titoli di credito che assegnano al titolare il diritto a vedersi rimborsata alla scadenza la somma nominalmente indicata sul titolo da parte del soggetto che lo ha emesso. Questo può essere una società privata, anche una banca, oppure un’istituzione pubblica, governo centrale, enti locali, agenzie governative. Quando le obbligazioni sono emesse dai governi, nelle sue diramazioni, si parla anche di titoli di stato.

A differenza delle azioni, quindi, le obbligazioni non sono titoli di partecipazione al capitale di rischio della società che le ha emesse, in quanto l’obbligazionista ha, in ogni caso, il diritto a vedersi rimborsato il credito vantato, anche eventualmente attraverso le procedure fallimentari, trattandosi di un vero e proprio creditore.

Le obbligazioni assegnano al possessore una cedola periodica, generalmente semestrale o annua. Essa è l’interesse nominalmente corrisposto, quale atto di ricompensa per il prestito ricevuto. Tuttavia, non è l’intero rendimento offerto dal titolo. Infatti, esso può essere emesso alla pari, sopra la pari o sotto la pari.

Nel primo caso, l’obbligazione viene venduta al prezzo di rimborso alla scadenza, ovvero mi dai 100 oggi e ti restituisco 100 tra un certo numero di anni o mesi. Nel frattempo, ovviamente, la cedola remunera l’obbligazionista del credito erogato alla società o ente emittente.

Nel caso di un’emissione sotto la pari, chi emette il titolo raccoglierà dall’obbligazionista una somma inferiore a quella che gli verrà rimborsata alla scadenza. Esempio, mi dai 90 oggi e ti rimborso 100 tra 10 anni. Oltre alla cedola, l’obbligazionista potrà usufruire anche della differenza tra il prezzo di rimborso e quello di acquisto del bond, che rappresenta un ulteriore guadagno in suo favore.

Infine, quando un’obbligazione viene emessa sopra la pari, ciò implica che l’obbligazionista sta pagando di più di quanto non gli verrà rimborsato alla scadenza. Esempio, mi dai 105 oggi e ti rimborso 100 tra 5 anni.

Nelle emissioni alla pari, il rendimento lordo dell’obbligazione coincide con la cedola, anche se formalmente bisognerebbe sottrarre le commissioni dovute al soggetto che si è preso carico di mediare. Nel caso di un’emissione sotto la pari, il rendimento è dato dalla somma tra la cedola annua staccata in favore dell’obbligazionista e la differenza tra prezzo di rimborso del titolo alla scadenza e quello di acquisto, fratto il numero degli anni intercorsi. Nell’esempio sopra accennato, se la cedola offerta dal bond decennale fosse del 5%, il rendimento lordo sarebbe circa 6%.

Nelle emissioni sopra la pari, il rendimento offerto dall’obbligazione è pari alla differenza tra la cedola annua staccata in favore dell’obbligazionista e quella tra prezzo di rimborso del titolo alla scadenza e prezzo di acquisto, fratto il numero degli anni intercorsi.

Dunque, nelle emissioni sotto la pari, la cedola è inferiore al rendimento complessivo, in quelle sopra la pari è il rendimento lordo ad essere inferiore alla cedola.

Parliamo di rendimento lordo, perché su di esso grava un’imposta finanziaria elevata dal luglio del 2014 al 26%. Sui rendimenti offerti dai titoli di stato e assimilati è prevista, invece, un’ aliquota del 12,50%, il che significa che a parità di rendimento tra un bond privato e uno emesso dallo stato, conviene quest’ultimo, oltre che per ragioni di sicurezza.

Un titolo obbligazionario può essere acquistato non solo all’atto della sua emissione, ma anche successivamente, persino un istante prima della sua scadenza. Infatti, esiste un mercato secondario, dove gli obbligazionisti possono vendere i titoli da loro acquistati in precedenza direttamente dall’emittente o a loro volta da altri obbligazionisti. In Italia, i bond si scambiano sul MOT o Mercato Obbligazionario Telematico.

Il mercato secondario delle obbligazioni assume una rilevanza particolare, perché consente all’obbligazionista di monetizzare prima della scadenza l’investimento, non dovendo attendere necessariamente la data del rimborso, m a allo stesso tempo segnala agli investitori e allo stesso emittente il trend delle proprie obbligazioni, ovvero come il mercato valuta il suo grado di affidabilità, specie in relazione agli altri bond di pari scadenza.

Il rendimento di un’obbligazione tende a crescere all’aumentare della durata del titolo, ma dipende in buona parte anche dal rating che le agenzie internazionali assegnano all’emittente.

Più il debito di una società, una banca o uno stato è considerato sostenibile e più alto è il grado di fiducia che il mercato assegna ai bond da questi emessi, che sono sostanzialmente un indebitamento verso privati. Ecco, quindi, che minore sarà considerato il rischio associato a ciascuna emissione e minore sarà anche il rendimento preteso dagli investitori per acquistare tali obbligazioni.

Non è un caso che il famoso spread sul mercato secondario tra i titoli di stato italiani, rispetto ai benchmark tedeschi di omologa scadenza, sia considerata una spia del divario di fiducia del mercato verso il debito pubblico italiano, in relazione a quello tedesco.

Su questo sito mettiamo a disposizione informazioni utili sui vari tipi di obbligazioni disponibili.