L’obbligazione callable è un titolo di credito che assegna al soggetto emittente la facoltà di richiamare il bond a partire da una certa data, in anticipo rispetto alla scadenza indicata sul contratto obbligazionario. In sostanza, si tratta di un’opzione call che implicitamente che il sottoscrittore ha venduto all’emittente, garantendogli la suddetta facoltà.

Vediamo perché e quando l’emittente di un titolo ha la convenienza a rimborsare un’obbligazione, ossia un debito, prima della scadenza. La risposta non è difficile da immaginare, ciò avviene, quando l’obbligazione emessa offre un rendimento maggiore rispetto a quello mediamente garantito dal mercato per condizioni contrattuali simili. In altri termini, un’obbligazione callable rappresenta una forma di tutela dell’emittente, rispetto ai possibili movimenti dei tassi di mercato in direzione sfavorevole.

Poniamo, per esempio, che una società, così come anche un governo, abbia emesso un bond decennale nel 2008 a un prezzo pari a 100 e cedola 6%. Ipotizziamo che nel 2015, tale obbligazione, che ha ormai una durata residua di 3 anni, mostri un prezzo di 115. Ciò significa che il rendimento di chi acquista ora quel titolo è crollato all’1%, ma chi lo detiene dalla data di emissione, continua a godere di una cedola molto più alta del valore che il mercato assegna attualmente a un bond con durata triennale. In una tale ipotesi, il soggetto emittente potrebbe trovare molto conveniente richiamare il titolo e provvedere, dove previsto dalle condizioni contrattuali, al suo rimborso anticipato, che avverrà chiaramente al valore nominale. In sostanza, l’obbligazionista subirà una perdita, o meglio, un mancato guadagno, dato che avrebbe potuto rivendere il titolo a un prezzo di gran lunga superiore al suo valore nominale, ma dovrà accettare di vederselo rimborsato a tale prezzo.

A quel punto, l’emittente potrebbe indebitarsi ai costi più bassi di mercato, risparmiando la differenza tra la cedola staccata sulle obbligazioni emesse e i tassi vigenti sul mercato. Nel caso sopra esposto, la società o il governo X potrebbero risparmiare il 5% all’anno sulle obbligazioni emesse, perché al posto di pagare una cedola del 6%, potrà limitarsi a sborsare appena l’1% alle nuove condizioni di mercato.

Evidentemente, l’obbligazionista correrà un rischio acquistando un titolo callable, il che implica che egli debba essere in un qualche modo premiato per esso. Ciò implica, quindi, che generalmente questo tipo di emissioni è caratterizzata da rendimenti più alti della media del mercato per emissioni simili per durata e grado di affidabilità dell’emittente.

Dunque, l’obbligazione callable si caratterizza per essere una forma di tutela che l’emittente richiede per i casi di calo dei tassi di mercato. Ovviamente, anche questo soggetto corre un rischio, perché dovendo premiare il rischio che sia assume il risparmiatore nell’acquistare tale tipo di obbligazione, dovrà corrispondergli un rendimento iniziale più elevato di quello altrimenti vigente sul mercato. Tuttavia, se i tassi di mercato, invece che scendere, dovessero rimanere sostanzialmente stabili lungo la durata del contratto obbligazionario o se dovessero salire, l’emittente avrà sborsato sostanzialmente un costo maggiore di quello che avrebbe potuto sostenere con l’emissione di un bond ordinario.

Vediamo quando conviene allora sottoscrivere o acquistare sul mercato secondario un’obbligazione callable. Evidentemente, si ha la convenienza, quando si ritiene che il mercato abbia già tassi ai minimi e che entro la durata del contratto non siano destinati a scendere ulteriormente, specie nella fase temporale soggetta al rimborso anticipato. Risulta essere anche vero, però, che in una tale prospettiva, sarebbero pochi i soggetti emittenti di obbligazioni callable, in quanto non ci sarebbe per loro una realistica convenienza ad indebitarsi a costi potenzialmente maggiori di quelli di mercato per la remunerazione del rischio. Pertanto, per la legge della domanda e dell’offerta, nelle fasi di tassi di mercato relativamente bassi, anche i rendimenti delle obbligazioni callable saranno contenuti, poco più alti della media. Al contrario, quando i tassi di mercato saranno relativamente alti, troveremo rendimenti delle obbligazioni callable anch’essi abbastanza elevati per remunerare il rischio abbastanza serio di vedere in futuro richiamato il titolo dall’emittente.

Ovviamente, l’obbligazionista potrà rivendere l’obbligazione callable sul mercato secondario prima della scadenza, quando lo si riterrà opportuno. Il prezzo di vendita dipenderà dalle condizioni del mercato. In genere, si potrebbe optare per la rivendita sia nei casi in cui il prezzo di mercato risulti essere superiore a quello di emissione o acquisto, sia qualora si avvertisse il rischio, con l’avvicinarsi della finestra utile, che il bond possa essere rimborsato prima della scadenza, subendo così un mancato guadagno. Se tale rischio, tuttavia, fosse avvertito anche dal resto della platea degli investitori, la conseguenza sarebbe che la domanda si abbasserebbe e con essa anche il prezzo del bond, che tenderebbe così a riportarsi al suo valore nominale di rimborso, nel caso fosse ad esso superiore.

Fino a qui abbiamo ipotizzato cedole fisse, ma nulla vieta a una società o a un ente governativo di emettere un’obbligazione callable a tasso variabile, agganciato a un indice finanziario o all’inflazione.