I BoT sono i Buoni ordinari del Tesoro, ovvero titoli di stato emessi con durata residua non superiore all’anno. Si tratta di titoli senza cedola, il cui rendimento si determina semplicemente dalla differenza tra il prezzo di rimborso alla scadenza e quello di acquisto. I BoT possono avere ordinariamente una durata di 3, 6 o 12 mesi, ma esistono anche quelli con scadenza differente, sempre non superiore all’anno. Il metodo di emissione può essere duplice, o tramite asta pubblica o con collocamento tramite consorzio. Il primo è il caso di gran lunga più frequente, perché consente sia trasparenza che competizione tra gli investitori. Le aste pubbliche dei BoT si tengono generalmente per il mercato interno, mentre il piazzamento tramite consorzi bancari si ha per lo più sui mercati esteri, quando il Tesoro mira a offrirli agli investitori stranieri.

Le aste dei BoT sono mensili e il Tesoro fissa un calendario su base trimestrale, soggetto chiaramente a variazioni sulla base delle necessità effettive, in cui compaiono non solo le date, bensì pure il range degli importi che saranno offerti per ciascuna asta di mese in mese.

Ogni operatore abilitato ha la possibilità di presentare fino alle ore 11.00 del giorno dell’asta fino a tre richieste. Alle ore 11.00, il sistema informatico respinge automaticamente tutte le domande. Fino a quell’ora, le richieste possono essere modificate. A tale fine, vale l’ultima richiesta presentata. A quel punto, il sistema informatico ordinerà le domande in senso decrescente rispetto al prezzo o crescente di rendimento.

In sostanza, il Tesoro piazzerà i BoT agli investitori che ne hanno fatto domanda, sulla base dei prezzi da ciascuno offerti, fino ad esaurimento delle quantità previste di titoli. Pertanto, all’asta non verrà pagato dagli investitori lo stesso prezzo. Questo stimola la competizione, perché per aggiudicarsi questi titoli, gli investitori cercheranno di offrire il più alto prezzo possibile, date le condizioni del mercato. Inoltre, gli investitori devono comunicare le quantità di BoT disposti ad acquistare, nel caso di aggiudicazione all’asta.

Il regolamento dell’asta dei BoT è previsto a tre giorni lavorativi, nel senso che materialmente i titoli saranno consegnati dal Tesoro agli acquirenti dopo 3 giorni e allo stesso tempo questi ultimi pagheranno il dovuto.

Il Tesoro ha la possibilità di riaprire la cosiddetta asta marginale per l’assegnazione di BoT per un quantitativo non superiore al 10% dell’asta ordinaria. In questo caso, possono partecipare gli investitori istituzionali, ma la caratteristica è che stavolta i titoli sono piazzati tutti allo stesso prezzo, ovvero il più basso risultante dall’ordinamento delle offerte in senso decrescente di prezzo o crescente di rendimento. In sostanza, forma il prezzo l’ultimo investitore, quello marginale; da qui il nome dell’asta, che sarà riaperta fino alle ore 15.30 del giorno successivo a quello in cui si è tenuta l’asta pubblica.

Al termine dell’asta, l’ufficiale rogante e il funzionario della Banca d’Italia riportano gli esiti dell’operazione, pubblicando un comunicato contenente i dati salienti e che interessano il mercato. Il prezzo di aggiudicazione che sarà reso noto è quello medio ponderato. Inoltre, sarà pubblicato il rendimento medio lordo esitato all’asta, frutto della differenza tra prezzo di rimborso alla scadenza, prezzo di emissione medio, a sua volta rapportata al prezzo di aggiudicazione e annualizzata.

Le tecniche di aggiudicazione dei BoT all’asta non sono immutabili nel tempo. Fino al 1992, ad esempio, il Tesoro comunicava prima dell’asta stessa il prezzo di base, quello al di sotto del quale le offerte venivano automaticamente scartate. Dunque, fino ad allora il Tesoro segnalava agli investitori il rendimento massimo disposto ad accettare di offrire per le emissioni di BoT.

I BoT vengono negoziati sul Mercato obbligazionario telematico, MoT, dopo l’emissione e, pertanto, possono essere rivenduti e acquistati a e da altri privati al prezzo che si formerà di volta in volta, sulla base delle condizioni della domanda e dell’offerta.

Va detto che alle aste dei BoT si presentano sostanzialmente i soli investitori istituzionali, gli unici realmente interessati all’acquisto come forma di impiego della liquidità eccedente e di alternativa al contante. Le famiglie non avrebbero alcuna solida motivazione, oggi come oggi, ad acquistare BoT, dati i rendimenti bassissimi da loro offerti, che sono da tempo persino azzerati e che per la prima volta nel mese di ottobre hanno esitato un livello inferiore allo zero per la scadenza a sei mesi. Resta chiaramente possibile acquistarli, facendone richiesta a una banca abilitata, la quale invierà l’ordine al Tesoro prima delle 11.00 del giorno, in cui si terrà l’asta. Per farlo, però, il risparmiatore dovrà aprire presso l’istituto un conto titolo e pagare all’intermediario le commissioni. Tenuto conto di quanto sopra detto, l’operazione si rivelerebbe a perdere, per cui sarebbe preferibile puntare su altri strumenti anche di breve periodo o detenere liquidità, o ancora puntare su un conto deposito, che per quanto poco remunerativo, resta più redditizio mediamente di un BoT, indifferentemente dalla scadenza di questo.